Supporto agli uomini
Immaginare altrimenti il maschile
Tra i temi che attraversano la mia ricerca e la mia pratica professionale mi sta particolarmente a cuore la vita degli uomini, con le sue difficoltà, le sue contraddizioni e le possibilità che spesso rimangono inesplorate.
Il mio interesse è innanzitutto autobiografico. Sono un uomo bianco, cisgender, europeo ed eterosessuale. È a partire da questa posizione, con le possibilità e i limiti che comporta, che ho cominciato a interrogare le immagini del maschile ricevute e il modo in cui hanno contribuito a formare il mio corpo, la mia storia e le mie relazioni. Nel tempo, questa ricerca è diventata anche un ambito di approfondimento professionale, portandomi a dedicare una particolare attenzione alle esperienze di bambini, ragazzi e uomini nelle diverse fasi della vita.
Il maschile e la vita intima
Per l'educazione che molti di noi ricevono, l'intimità può diventare un territorio difficile da abitare. Ci viene spesso insegnato a essere forti, autonomi, capaci di affrontare le difficoltà e trovare soluzioni. Meno spazio viene dato alla possibilità di essere fragili, incerti, bisognosi di aiuto e di cura. Eppure, è proprio nel rapporto con la nostra vulnerabilità che possiamo imparare a conoscerci più profondamente e trovare nuovi modi di incontrare gli altri. Non esiste un solo modo di essere uomo, né un'unica esperienza maschile. Esistono però racconti collettivi su ciò che un uomo dovrebbe essere, che possono entrare profondamente nelle nostre storie e influenzare il modo in cui guardiamo a noi stessi, ciò che desideriamo e quello che sentiamo di poter essere. A volte cerchiamo di corrispondere a queste aspettative, altre volte ci sentiamo lontani da esse. Possiamo sentirci continuamente sotto esame, oppure perdere fiducia, ritirarci, sentirci spenti o incapaci di trovare una nostra direzione. Queste difficoltà possono manifestarsi in molti momenti della vita: nelle relazioni e nelle separazioni, nel lavoro, nella sessualità, nella paternità, nel rapporto con il proprio corpo o nei momenti in cui sentiamo di non essere abbastanza, di non riuscire o di non sapere più che cosa desideriamo. A volte, dietro la rabbia, la chiusura o il bisogno di controllo, possono esserci paura, solitudine, vergogna o il desiderio di essere amati e accolti.
Il rapporto con la cura
Anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato uno specifico rapporto alla salute e al benessere degli uomini, evidenziando come i modelli culturali di mascolinità, insieme alle condizioni sociali e al funzionamento dei servizi sanitari, possano influenzare il rapporto con la propria salute e con la richiesta di aiuto. Prendersi cura di sé, riconoscere una difficoltà o chiedere sostegno possono diventare particolarmente complessi quando si è imparato a considerare la fragilità e il bisogno come qualcosa da nascondere. Per questo considero importante offrire agli uomini uno spazio in cui poter parlare delle proprie difficoltà e incontrare la propria vulnerabilità, senza sentirsi per questo meno uomini.
Uno spazio per la propria storia
Nel mio lavoro mi interessa accompagnare gli uomini nell'esplorazione della propria esperienza, nella comprensione di ciò che stanno vivendo e nella ricerca di nuove possibilità di relazione con se stessi e con gli altri. Attraverso l'ascolto e il lavoro biografico possiamo provare a riconoscere i racconti che abbiamo ricevuto su cosa significhi essere uomini, comprendere come hanno preso forma nella nostra storia e scoprire quali continuano a sostenerci e quali, invece, ci stanno stretti. Il percorso può diventare anche un'occasione per conoscere meglio la propria vita emotiva: imparare a riconoscere e dare un nome a ciò che sentiamo, ascoltare i nostri bisogni e trovare modi nuovi di stare in relazione con noi stessi e con gli altri. Mi interessa incontrare ogni esperienza nella sua singolarità, senza stabilire in anticipo che cosa significhi essere uomo o quale direzione debba prendere un percorso personale. Non si tratta di diventare un altro tipo di uomo, ma di poter abitare con maggiore libertà la propria esperienza, riscrivere quando necessario il racconto di sé e sentirsi più comodi nella propria pelle.
Uno spazio in cui poter essere uomini, senza sentirsi continuamente chiamati a fare gli uomini.
Per approfondire
Organizzazione Mondiale della Sanità, Ufficio regionale per l'Europa (2018).
The health and well-being of men in the WHO European Region: better health through a gender approach.
Progetti
Il clown e gli stereotipi di genere. Questa volta a partire dal maschile
Laboratorio di Pratica di Lavoro Organico e clown con Maia Cornacchia e Rodrigo Morganti.