dott.DavideParodi
Psicologo - Analista Biografico

La cura delle storie. Qualcosa sull’Analisi Biografica

 

Facciamo un esercizio di immaginazione. Prova ad immaginare di voler raccontare la storia della tua vita a qualcuno che non ti conosce. Ogni immagine di ciò che hai vissuto e che puoi richiamare, compare sulla scrivania della tua mente, da quelle più significative a quelle appartentemente più marginali.

Ci sono incontri con persone, animali, cose, ricordi, sogni, sensazioni, emozioni, pensieri, luci, colori, odori, puzze, paure, gioie, dolori, lutti, vittorie, sconfitte, oggetti, racconti ricevuti, racconti fatti, strade, paesaggi, regali, caffè, nascite, the, pasticcini, caramelle, giocattoli, cibo, briciole, film, libri, miti, leggende, sport, scienza, spettacolo, esperienze. Tutto, ma proprio tutto é su quella scrivania. Impossibile immaginare quanto materiale sia.

Ogni storia in fondo comincia così, anche quelle in cui non é dichiarato esplicitamente che "In principio era caos soltanto" è da li che vengono, da un magma pieno di possibilità.

Ti chiedi, guardando quella montagna, da dove cominciare a raccontare e ti rendi conto che ognuna di quelle immagini potrebbe esser buona come inizio. Senti la ricchezza di tutte quelle possibilita insieme ad una sensazione di spaesamento. É il momento di fare una scelta, di prendere una direzione.

Ad un tratto noti tra le altre, la fotografia di tua nonna, hai quasi la sensazione che ti stia chiamando, cosí la prendi in mano, la osservi, ascolti: ti sta dicendo che la storia della tua vita inizia molto prima di te e che forse le radici sono il posto più sensato dal quale iniziare a raccontare, cosí collochi l'immagine su un grande pannello di legno che hai deciso di usare per aiutarti a fare ordine, fermandola con una puntina insieme ad un piccolo foglio che recita, "radici, l'inizio".

Visto questo movimento il tuo ascoltatore si rivela non essere soltanto passivo e inizia a farti qualche domanda sulle persone, sui luoghi, su ciò che attrae la sua curiosità. Le domande che ti propone a volte ti mettono in difficoltà, ma in fondo dopo un po' di frizione ti aiutano a riflettere, ad approfondire, ma soprattutto a vedere e a dire cose che non avevi previsto. 

Tiri un filo di lana arancione che va dalla foto della nonna alla puntina che regge l'immagine della piazza del lontano paese dove è nata, un'altro filo lo fai correre alla foto del nonno e così lentamente si compone una ragnatela: compaiono i tuoi genitori, la tua città, gli amici, gli zii, i paesi, i viaggi, gli amori, i trasferimenti, i traslochi e tutte le volte che hai saltato scuola. Trovi nessi tra immagini che credevi molto lontane, connetti, esplori il paesagggio della tua esperienza di vita. A volte vuoi o addirittura devi cambiare un po' il percorso, forse anche perchè quell'altro ti fa notare qualche incongruenza. Ad esempio ti dice "ma come, prima mi hai detto che hai sempre avuto un rapporto burrascoso con tutti i tuoi amori ma in quel periodo mi sembra che non fosse così, con questa persona mi pare diverso, forse potremmo cambiare un sempre in talvolta, almeno in un quasi sempre?" Cambi una parola e insieme il senso della storia, sposti un'immagine, tracci una linea differente, una curva, aggiungi delle note.

State cercando di far sì che quel che si compone in qualche modo vi convinca, che sia il più possibile sensato e completo, qualunque cosa voglia dire, a sentirlo raccontare.

Procedendo in questo modo sviluppi la tua storia fino al presente, il momento in cui ti stai dedicando a questa attività. Davanti alla linea che indica "da qui in avanti, futuro", senti quanto avresti da raccontare in merito, quante storie hai su quel che sarà e come tutte queste costruzioni dipendano da quello che hai vissuto, da dove vieni, da chi hai incontrato.

Guardi con una certa soddisfazione il quadro che si è composto, poi ti rendi conto con stupore che per crearlo hai usato soltanto una minima parte delle immagini che avevi a disposizione, una parte infinitesimale. Questo un po' ti scuote, provi un misto di stupore e di curiosità, con una punta, o forse più, di frustrazione, perchè pensavi d'aver trovato "la chiave" quando invece hai trovato "una chiave" ma tra le infinite possibili. In fondo al cuore senti che hai voglia di rifarlo, di continuare a raccontare ancora e ancora perché anche se è cosí parziale ora sai comunque qualcosa in più di te, qualcosa in più di quello che sapevi prima. Ti sembra che questo possa farti bene, non sai dove: al cuore, alla mente, all'Anima. 

É stupefacente pensare alla profondità e alla vastitá orizzontale e verticale che si può raggiungere in una storia.

I grandi scrittori fanno così, cercano le parole della misura, della forma e della texture perfetta per potersi avvicinare a dirsi e a dire, proprio quel frammento di vita. Compiono ogni volta l'esercizio di penetrare il tessuto della vita, di scendere nelle molecole dell'acqua del fiume sentendo e riflettendo sui momenti, approfondendone il senso. 

Per questo l Analisi Biografica ad Orientamento Filosofico é cosí vicina al lavoro artigianale, perché ci sfida a comporre con grande pazienza e lavoro, un quadro, a scolpire una figura, a narrare a noi stessi e all'altro una storia che sia il più possibile completa e ricca di sfumature.

Nel farlo, ed é forse la cosa più importante, abbiamo l'opportunità di raccogliere alcuni insegnamenti, di cambiare opinioni, di mettere insieme cose che pensavamo non potessero coesistere, in altre parole, lentamente ci trasformiamo. 

Noi umani ci raccontiamo sempre, in ogni momento.

Raccontiamo a noi stessi e agli altri l'esperienza che facciamo della vita ed é forse la nostra caratteristica più distintiva. Non importa che stiamo provando a raccontare "per intero" la nostra vita come nell'esempio o che stiamo raccontando ciò che ci é accaduto questa mattina al mercato, o che sta succedendo proprio in questo momento, per farlo dobbiamo comunque scegliere parole, immagini, unire i punti, tirare fili, dobbiamo prendere una direzione, narrare per dare senso, un senso che non é unico, ma che sta insieme ad altri, ad altri molteplici possibili prospettive sullo stesso avvenimento, sulla stessa vita, sulla stessa esperienza, che a volte facciamo fatica a vedere o ci è impossibile farlo. 

Prendi ad esempio quella persona, ne conosciamo tutti una, che puntualmente ti racconta le sue giornate in tono catastrofico, con lo stile narrativo di un film drammatico. Ti rendi conto che anche quando racconta del suo tragitto da casa al lavoro, il mondo in cui ti porta è un mondo di eventi avversi, di persone malevole, di grandi sfortune.  Ti racconta ad esempio di come sia arrivata appena un attimo in ritardo alla fermata ed abbia implorato il guidatore di aspettarla ma invano, nonostante l'abbia vista e sentita, non si è fermato. Continua parlandoti di come si sia sentita poi intrappolata nel traffico, una volta preso l'autobus successivo sul quale naturalmente era seduta vicino a due persone che parlavano troppo forte. Scendendo dall'autobus, ciliegina sulla torta, ha ricevuto la prima chiamata di lavoro della giornata, e manco a dirlo era la peggiore che potesse ricevere.

Quando qualcuno ci racconta qualcosa ci fa fare l'esperienza di visitare il suo mondo, dì vedere per un momento con i suoi occhi. Il mondo in cui viviamo è strettamente legato a come lo raccontiamo, per questo il lavoro sulla narrazione ha un effetto molto trasformativo. 

L'interazione con l'altro, in particolare con l'analista che ha a sua volta pratica su di sè questa ricerca e che è formato per accompagnare gli altri nella loro, ci aiuta a vedere da punti di vista differenti dal nostro, costruiti per altre vie, per altre vite, in questo scambio potremo scardinare alcune abitudini che ci fanno raccontare le cose sempre nello stesso modo. In Analisi Biografica si viene accompagnati a raccontare ed insieme ad osservare, ad ampliare e modificare il racconto del vivere. 

Quando parliamo di Biografia la prima immagine che ci viene in mente è quella di un libro che racconta in prima o in terza persona, a seconda che si tratti di autobiografia o di biografia, la storia di una vita, la testimonianza di un esperienza di e con la vita. Non serve essere scrittori, neppure scrivere, tutto ciò che diciamo è autobiografico. Anche questo articolo che ho scritto con l'intenzione di provare a spiegarti qualcosa dell'Analisi Biografica prende idee ed immagini dalla mia esperienza di vita, da ciò che ho ascoltato, pensato, esperito.

Quel che possiamo raccontare è necessariamente legato alla particolare esperienza di vita che abbiamo fatto e facciamo, dipende dal punto dal quale guardiamo al mondo e al quale siamo giunti influenzati da altre storie, dagli incontri, dai luoghi che abbiamo visitato, da tutto il nostro vissuto e molto di più, molto oltre noi soltanto. 

Questa relazione di cura in senso filosofico può donarci la possibilità di una visione più ampia e ricca. Più mondo o più del mondo che ho incontrato, incontro ed incontrerò, sarò in grado di comprendere, ovvero di abbracciare entro i miei confini, più mi sentirò, probabilmente, un po' più adatto alla vita per come si presenta di momento in momento e forse riuscirò a navigarla in modo almeno un po' più efficace e agevole.

 

0
Leave a message

We're not around, but we'd love to chat another time.