
È possibile che tu ti dica o che ti venga detto che "pensi troppo". Cerchiamo di approfondire questo fatto.
Una delle massime filosofiche più note ed antiche è "niente di troppo". Con questo il pensiero va ad Icaro e a tutti coloro che, colti da Hybris, hanno tentato di volare troppo in alto, di andare contro l'ordine naturale delle cose, pagando poi il conto più salato.
Un termine interessante ed evocativo è "inflazione", che deriva da "gonfiare", soffiare dentro. Veniva usato per indicare il processo di gonfiaggio o riempimento di qualcosa, come ad esempio un palloncino.
Andiamo ora un po' più in profondità, nel dominio del pensiero, senza la pretesa di essere esaustivi. Nomina alcune delle possibili qualità del pensiero: pensiero razionale, creativo, analitico, intuitivo, laterale, sintetico, immaginativo e molte altre declinazioni possibili.
Immagina che tutte queste dimensioni siano come palloncini legati tra loro, simili a quelli che fanno volare la casa nel film d'animazione "Up". Per far volare in modo stabile la tua casa, i palloncini devono essere tutti ben gonfi.
Puoi chiederti in quali palloncini stai soffiando, quali stai tralasciando e se ce ne sono di completamente sgonfi.
Come vola la tua casa?
Il pensiero è in fondo una storia, una narrazione continua che scrivi mentre stai vivendo, che dà senso al tuo vivere e forma al tuo mondo.
Un'altra domanda che puoi farti è che tipo di storia stai scrivendo: è un racconto in prosa? Un saggio? Ha elementi poetici? Contiene immagini? Collega diverse dimensioni? C'è spazio per storie minori all'interno della storia principale? Altre prospettive? In breve, come pensi? Qual è la qualità del tuo pensiero?
Forse è vero che "pensi troppo", tuttavia, potresti pensare in un certo modo e non essere abituato a considerare altre prospettive o a notare un certo tipo di codice, di linguaggio.
È simile a quando esploriamo la nostra libertà di movimento: dobbiamo con cura e rispetto per il nostro corpo praticare nuove possibilità, avvicinarci a nuovi range di flessibilità, forza o altre qualità, esplorando con curiosità e cautela l'ignoto. Anche nel caso del pensiero possiamo fare lo stesso, scoprendo che le due dimensioni sono più interconnesse di quanto sembri.
Qui entra in gioco il ruolo dell'Altro, perchè nelle relazioni, possiamo accelerare notevolmente il processo di apprendimento e l'esplorazione di nuovi movimenti del corpo così come del pensiero. L'altro ci rende più facile vedere possibilità che altrimenti non noteremmo.
Mi piace pensare all'Analisi Biografica come a uno spazio di cura e scoperta di sé, in cui esercitarci per tendere a un pensiero e a un movimento più liberi, a un modo più ampio e respirato di raccontare la vita.
L'obiettivo dell'Analisi è anche imparare ed applicare nuove forme, far dialogare prosa e poesia, immagini, parole, pensieri, personaggi, movimenti, respiri.
Cito James Hillman, il quale parla del "pensiero del cuore". Mi piace usare queste parole come simbolo di un pensiero vivo e completo, che connette la parola al corpo e viceversa. A volte, uso questo simbolo come un "test", una domanda da pormi riguardo alla qualità del mio pensiero attuale, del mio modo di narrare. Puoi farlo anche tu.
"Il pensiero del cuore è un pensiero nobile, gioioso, scaltro come un animale, ardito, coraggioso e incoraggiante, capace di godere delle forme dell'intelletto e insieme di difenderle fieramente, equanimemente generoso nella sua compassione come nella sua potenza visionaria, creatore di bellezza nel linguaggio delle immagini."
James Hillman - Le storie che curano.
